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COMUNICATO STAMPA

Il punto sulla donazione del sangue al convegno
della Direzione Scolastica Regionale del Lazio
Più fondi alla ricerca, rilancia Aiuti


14 novembre 2001 - "Il 50% dei fondi alla ricerca scientifica di base, l'altro 50% a quella applicata". E' la proposta lanciata dal prof. Aiuti al convegno sull'educazione alla salute organizzato da Francesco de Sanctis, Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, dall'Assessorato ai Servizi Sociali e Politiche per la Comunità Familiare della Provincia di Roma e dall'ANPO (Associazione Nazionale Pedagoghi Ospedalieri) con il patrocinio della Regione Lazio. "Per quel che riguarda la medicina - continua Aiuti - questi fondi dovrebbero andare a sostenere la lotta alle malattie genetiche, al cancro e alle malattie infettive". E' un chiaro messaggio ai politici, soprattutto ai rappresentanti del Governo che in questi giorni parlano di aumentare i fondi destinati alla ricerca.
Il convegno sulla campagna "Bella è la Vita, se salvi una Vita" che riguarda le problematiche connesse alla donazione del sangue è caratterizzato dalla partecipazione di noti esponenti del mondo accademico della medicina e da una forte partecipazione studentesca indice della sensibilità giovanile ai problemi legati alla salute, sottolinea de Sanctis. Dà, inoltre, il senso di una scuola che si sta rinnovando - secondo il rappresentante del Segretario Generale del Ministro, dott. P. Capo - in sinergia con tutti gli altri soggetti istituzionali, il cui rilievo è sottolineato anche dal rappresentante del sottosegretario al Ministero della Salute, Cesare Cursi.
"Le donne sono portatrici, anche tra i giovani, del pensiero di solidarietà", sintetizza il prof. Gianfranco Tarsitani - dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica - facendo il punto sulla donazione del sangue nel nostro paese. Le studentesse costituiscono il 58% di quei giovani - compresi per lo più tra i 16 e i 19 anni - che hanno pensato di donare il sangue, e che a loro volta sono il 53% del campione. Cinquemila i questionari diffusi in tutta la regione Lazio, che hanno dato la possibilità di effettuare uno screening sulle condizioni di salute della popolazione studentesca. Il quadro che ne emerge riflette l'atteggiamento dei nostri giovani: consapevoli solo in parte dei fattori controindicati in caso di donazione del sangue, come l'uso delle droghe; consapevoli che piercing e tatuaggi espongono a rischi infettivi e che il preservativo è una valida protezione contro la trasmissione sessuale delle malattie; non disponibili alla donazione del sangue per paura dell'ago della siringa, o semplicemente senza un perché.
Il prof. Franco Mandelli della Clinica Ematologica del Policlinico "Umberto I" dell'Università de "La Sapienza" di Roma mette in evidenza come sia ancor oggi necessaria una forte campagna di educazione alla salute soprattutto tra i giovani, che hanno bisogno di punti di riferimento, valori e ideali in cui credere. Su questi elementi deve innestarsi l'azione dell'educatore e del medico per fare leva sulla sensibilità giovanile. A seguito della somministrazione del questionario, équipe di medici sono entrati nelle classi e hanno dibattuto insieme ai ragazzi le problematiche principali connesse alla donazione del sangue.
"Oggi le tecnologie nel settore della donazione del sangue hanno portato il rischio di infezione a zero", precisa il prof. Ferdinando Aiuti dopo aver tracciato sinteticamente la storia della lotta all'aids. "Solo una persona su 800.000 che riceve una trasfusione attualmente rischia l'infezione; dieci anni fa era una persona ogni diecimila. E il merito - precisa Aiuti - è delle ricerca scientifica, che invece è sempre stata mortificata sia in Europa sia in Italia. I fondi destinati alla ricerca in Italia sono cinque volte inferiori a quelli degli USA e la metà della media europea". Le campagne di informazione, poi, sono riuscite in questi ultimi dieci anni ad influenzare il comportamento dei giovani a rischio, ma occorre ancora insistere in questa direzione. La prof.ssa Chiara Simonelli della Facoltà di Psicologia de "La Sapienza" di Roma ha infine illustrato le problematiche inerenti la sessualità e l'affettività nell'adolescenza.
Le studentesse del Liceo Classico di Ariccia, scuola della provincia di Roma, che si sono distinte per l'impegno nella campagna sulla donazione del sangue sono state premiate dall'attore Giorgio Borghetti.

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