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Campagna di sensibilizzazione "Bella è la vita se salvi una vita"
La donazione del sangue
I risultati tra gli studenti di Roma e provincia
Martedì 8 aprile 2003, ore 15:30, Roma, Palazzo Valentini, Sala Di Liegro, Via IV Novembre 119
(03/04/03) Saranno presentati nel convegno di martedì 8 aprile a Palazzo Valentini a Roma i risultati emersi dalla rilevazione realizzata in circa 200 scuole superiori di Roma e provincia nell'ambito della campagna di educazione alla salute e di sensibilizzazione alla donazione di sangue - al suo secondo anno - promossa dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e dalla Provincia di Roma, dal M.I.U.R., dall'Associazione Nazionale Pedagoghi Ospedalieri (ANPO) e dal Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica "G. Sanarelli" dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Il convegno sarà presieduto da Francesco de Sanctis, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e da Silvano Moffa, Presidente della Provincia di Roma. Parteciperanno Vincenzo Saraceni, Assessore alla sanità della Regione Lazio, Marco Daniele Clarke, Assessore all'edilizia e alla pianificazione scolastica e Giulio Buffo, Assessore alle Politiche sociali della Provincia di Roma, Franco Mandelli, Direttore dell'Istituto "Sanarelli" e Gianfranco Tarsitani, Direttore della Clinica Ematologia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Saranno, inoltre, presenti dirigenti scolastici e studenti che saranno premiati per essersi particolarmente distinti in questa campagna di sensibilizzazione.
Interverranno alla manifestazione l'attore Giorgio Borghetti e il gruppo musicale "I ladri di carrozzelle".
Tra i risultati più rilevanti emerge quanto segue.
Tra un campione di 10.202 adolescenti di Roma e provincia (13-22 anni) coloro che hanno un buon rapporto con i propri genitori e mostrano un migliore rendimento scolastico sono più disponibili a donare.
L'81,7% considera tatuaggi e piercing fattore di rischio per le malattie infettive trasmissibili.
Più dell'80% del campione ignora la reale situazione della donazione nel Lazio, peggiore rispetto alle altre regioni, e la possibilità di utilizzare fluidi sintetici per la trasfusione.
Il 57,6% dei ragazzi intervistati dichiara di sapere come viene impiegato il sangue donato.
Solo il 58,8% ritiene che il donatore non corra alcun rischio di contrarre una malattia trasmissibile nel corso del prelievo.
Il 62,6% non sa se la pillola anticoncezionale sia una controindicazione per la donazione.
Il 68,7% considera l'uso di droghe leggere una controindicazione.
Il 90,8% ritiene che il preservativo sia una valida protezione contro le malattie sessualmente trasmesse (STD).
Il 92,7% del campione è favorevole alla donazione, ma solo il 46,6% si dichiara disponibile a donare il sangue.
L'84,5% reputa utile una campagna di informazione.
Il 26,7% degli adolescenti dichiara che nella propria famiglia sono presenti donatori ed il 15,9% che un proprio familiare ha avuto/ha bisogno di trasfusioni. Entrambi questi fattori aumentano significativamente la sensibilità verso il problema e la disponibilità a donare.
Considerazioni
Lo strumento utilizzato per la raccolta dei dati è un questionario somministrato ai ragazzi a scuola, in forma anonima, preliminarmente testato e modificato accogliendo ulteriori suggerimenti ed istanze da parte degli studenti. L'adeguata presentazione dell'iniziativa ai ragazzi, da pare degli insegnanti inizialmente e dei ricercatori durante un incontro con valenze anche informative ed educative, insieme alla garanzia dell'anonimato, ha fatto sì che le risposte fossero motivate e sincere, fornendo dati attendibili. Gli incontri con gli esperti e la raccolta dei dati sono avvenuti durante gli anni scolastici 2000-2001 e 2001-2002.
Le conoscenze, le attitudini e i comportamenti degli adolescenti riguardo alla donazione del sangue sono stati valutati attraverso domande relative a tre aspetti principali: la conoscenza delle tematiche relative alla donazione, la conoscenza dei fattori di rischio per la salute, ovvero dei fattori di esclusione dalla donazione, il parere e l'atteggiamento verso la donazione.
Nella lettura e nella valutazione dei risultati il dato che deve essere sicuramente messo in evidenza non è la quota dei "sì", ovvero dei ragazzi ben informati e sensibili al problema della donazione del sangue, quanto, piuttosto, l'elevata proporzione di "no" e "non so". Queste due tipologie di risposta sono, infatti, indicative di due situazioni abbastanza allarmanti: la prima è la mancanza di informazioni corrette sia sulle tematiche relative alla donazione sia su alcuni comportamenti, quali tatuaggi, piercing, droghe leggere, rapporti sessuali non protetti, che, come già sottolineato, non solo rappresentano un fattore di esclusione dalla donazione stessa, ma espongono a seri rischi sanitari; la seconda riguarda proprio la cultura della solidarietà. Infatti, se più del 90,0% degli adolescenti si dichiara favorevole alla donazione del sangue, meno del 50,0% è disposto effettivamente a donarlo. Se poi si vanno ad analizzare le motivazioni più frequentemente riportate, spiccano la "paura dell'ago", i "rischi per la salute", ed il "non saprei", fortemente correlate proprio alla carenza di informazioni precise ed inequivoche.
Considerando che oltre l'80,0% dei ragazzi ritiene utile una campagna di informazione sulla donazione del sangue, è auspicabile proseguire in questa direzione, con iniziative simili, magari su più larga scala, proprio allo scopo di superare la rilevante quota di incertezza emersa dal questo lavoro e per far sì che la "cultura della solidarietà" non rimanga solo un nobile proposito, ma diventi un'azione concreta della vita quotidiana.
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